L’uomo e le stelle:

viaggio tra gli affreschi di palazzo Chiericati a Vicenza

Palazzo Chiericati a Vicenza

Palazzo Chiericati a Vicenza

Vi siete mai chiesti come pensava un vicentino nel rinascimento?

Io sì, in varie occasioni. E ogni volta che visito palazzo Chiericati mi sembra quasi di poter entrare nella testa di un vicentino del XVI secolo, nel nostro caso di Girolamo Chiericati e del figlio Valerio, committenti degli affreschi che decorano le tre sale del piano terra.

E quindi? In cosa credevano questi nobiluomini rinascimentali? A quale sistema di valori facevano riferimento?

Forse non riusciremo mai a rispondere a questa domanda, ma possiamo formulare delle ipotesi guardando i soggetti scelti e voluti con tenacia dai Chiericati per abbellire il loro palazzo di città.

Pronti per questo viaggio nel tempo? Bene, allora si va!

La sala del Firmamento

Quando entrate a palazzo Chiericati dirigetevi a sinistra, in pochi passi entrerete nell’ala cinquecentesca dell’edificio, quella da cui sono iniziati i lavori sotto la supervisione di Andrea Palladio.

Sala del Firmamento a palazzo Chiericati, Vicenza

Sala del Firmamento a palazzo Chiericati, Vicenza

Bene. Ora alzate gli occhi e ammirate il soffitto: verrete colpiti dalla ricchezza di un affresco che rappresenta le costellazioni dell’emisfero boreale e australe conosciute nel XVI secolo. Si tratta di ben 77 zone incorniciate da pregiati stucchi e scelte una ad una da Girolamo Chiericati, il colto committente del palazzo.

Guardare questo soffitto è come entrare nella mente del nostro protagonista: un uomo che è convinto di essere l’artefice del proprio destino, ma comprende altrettanto bene che la sua Libertà è limitata da forze molto potenti e non controllabili, come per esempio il Caso o la Provvidenza.

Chiericati si sente molto più forte rispetto ad un uomo medio del medioevo, il quale pensava che la sua vita fosse parte di un disegno precostituito in cui egli recitava un copione scritto da altri e non modificabile con le sue esigue forze di essere umano e terreno.

Sala del Firmamento, riproduzione in monocromo di antiche monete

Sala del Firmamento, riproduzione in monocromo di antiche monete

La conseguenza di tutto ciò è la rassegnazione che caratterizzava l’uomo medievale, un atteggiamento molto diverso da quello di una persona come Girolamo o Valerio, che si consideravano, come i loro contemporanei, faber fortunae suae (artefici della propria fortuna) e quindi motivati a fare qualsiasi cosa per raggiungere i propri obiettivi economici e sociali.

Ma torniamo a noi.

Il programma iconografico messo in piedi dai Chiericati attraverso il pennello di Domenico Brusasorzi, dotato pittore veronese, comprende una parte astrologica policroma con i 12 segni dello zodiaco e una parte astronomica con il richiamo ad alcune costellazioni. Il tutto si staglia su uno sfondo a grottesca intervallato da riquadri in monocromo che riproducono antiche monete greche e romane. In sostanza, un forte richiamo all’importanza della storia antica e all’influsso del cosmo sulla nostra vita.

Sala del Firmamento, segno zodiacale del Leone

Sala del Firmamento, segno zodiacale del Leone

Secondo l’astrologia rinascimentale, infatti, esisteva una corrispondenza tra l’uomo e l’universo, cioè tra la nostra ragione soggettiva e la ragione oggettiva del cosmo, entrambe generate dalla medesima forza divina.

Il fatto di credere in una corrispondenza tra i fenomeni celesti e quelli terreni, portava l’uomo rinascimentale ad affidarsi agli oroscopi con un fine ben preciso: individuare il momento migliore in cui un’azione avrebbe avuto successo grazie ai favorevoli influssi degli astri.

Lo zodiaco era considerato quindi uno strumento a disposizione dell’uomo che vuole essere protagonista attivo della propria vita e quindi interviene nella successione degli eventi per volgerli a proprio favore.

Sala del Firmamento, dettaglio dell'ottagono con Acquario e Pesci

Sala del Firmamento, dettaglio dell’ottagono con Acquario e Pesci

Ma cosa è rappresentato, nel dettaglio, sul soffitto di questa sala?

La scena centrale rappresenta un rettangolo con il carro del Sole e quello della Luna che scorrono rapidamente sopra le nostre teste per dare l’dea della successione del giorno e della notte. Ma il carro del Sole in questo caso non è guidato dal dio Helios: le redini sono tra le mani inesperte di Fetonte, il figlio sconsiderato che chiese ed ottenne di guidare il carro del padre per un giorno, ma si dimostrò poi totalmente incapace di gestire i robusti cavalli dorati provocando notevoli danni agli abitanti della Terra: rapidamente i fiumi si prosciugarono, le foreste arsero, gli uomini morirono di sete… Ci pensò Zeus a riportare l’ordine, colpendo il carro con un fulmine e facendolo precipitare nel fiume Eridano.

Qui Fetonte è rappresentato in bilico, nel momento di poco precedente alla caduta.

Sala del Firmamento, Fetonte sta per perdere il controllo del carro del Sole

Sala del Firmamento, Fetonte sta per perdere il controllo del carro del Sole

Tutt’intorno, le costellazioni con i loro animali a volte paurosi che spaventarono l’inesperto figlio di Helios. Domenico Brusasorzi dimostra qui di conoscere molto bene la disposizione delle costellazioni sulla volta celeste, dal momento che riproduce la loro esatta posizione.

Ecco quindi che possiamo divertirci a cercare i dodici segni zodiacali o le principali costellazioni: Cassiopea, Andromeda, Orione, etc…

Sala del Firmamento, Andromeda

Sala del Firmamento, Andromeda

La sala del Concilio degli dei e la sala di Ercole

Proseguendo con le altre sale, incontriamo la decorazione ispirata agli dei dell’Olimpo e, per ultima, la sala di Ercole, uno degli eroi più amati dagli uomini del rinascimento e in particolare dai vicentini.

Sala del concilio degli dei, palazzo Chiericati a Vicenza

Sala del concilio degli dei, palazzo Chiericati a Vicenza

Volendo considerare il programma iconografico nel suo complesso, si potrebbe ipotizzare una scala di valori attorno alla quale si concentrava il personale sentire dei Chiericati: si passa infatti dalla rappresentazione cosmologica, si attraversa la dimensione divina, per concludere con le vicende di un semidio (Ercole figlio del dio Zeus e della mortale Alcmena) diventato simbolo dell’uomo che raggiunge i propri obiettivi grazie alla propria perseveranza e contando solo sulle sue forze.

La visita di palazzo Chiericati diventa quindi un momento importante per entrare nella vita di un nobile vicentino del XVI secolo, ma non solo. Infatti, il museo oggi ospita una collezione di pittura veneta, tra cui alcune opere di Giambattista e Giandomenico Tiepolo.

"Il Tempo scopre la Verità", G.B. Tiepolo, palazzo Chiericati Vicenza

“Il Tempo scopre la Verità”, G.B. Tiepolo, palazzo Chiericati Vicenza

Stai pianificando una visita? Ecco gli orari di apertura:

Museo civico di Palazzo Chiericati

Indirizzo:Piazza Matteotti 37

Telefono: 0444/ 222811

Fax: 0444/ 222155

Email:museocivico@comune.vicenza.it

Orario di apertura al pubblico:

  • invernale: dall’1 settembre al 30 giugno, da martedì a domenica dalle 9 alle 17 (ultima entrata 16.30)

  • estivo: dall’1 luglio al 31 agosto, da martedì a domenica dalle 10 alle 18 (ultima entrata 17.30)

Chiuso: lunedì, Natale e 1 gennaio

Aperture straordinarie 2020: 6 gennaio, 12, 13 e 25 aprile, 1 maggio, 1 e 2 giugno, 15 agosto, 7 e 8 settembre, 1 novembre, 7,8 e 26 dicembre

Biglietteria

Iat, Informazione accoglienza turistica

Indirizzo:Piazza Matteotti 12

Telefono: 0444320854

Email: iat@comune.vicenza.it

Orario di apertura al pubblico:

tutti i giorni

  • dall’1 luglio 2020 al 31 agosto 2020 dalle 9 alle 18

  • dall’1 settembre 2020 al 30 giugno 2021 dalle 9 alle 17.30

Naturalmente, per chi lo verrà, resto a disposizione per accompagarvi nel mondo dei Chiericati e ripercorrere le vicende di uno dei palazzi palladiani più importanti della città.

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