{"id":2114,"date":"2020-07-20T16:29:40","date_gmt":"2020-07-20T16:29:40","guid":{"rendered":"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/?p=2114"},"modified":"2021-03-16T09:29:06","modified_gmt":"2021-03-16T09:29:06","slug":"le-grotte-di-oliero-a-valstagna-vi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/it\/le-grotte-di-oliero-a-valstagna-vi\/","title":{"rendered":"Le Grotte di Oliero a Valstagna (VI)"},"content":{"rendered":"<h1 align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>IL COMPLESSO DELLE GROTTE DI OLIERO\u00a0<\/b><\/span><\/span><\/h1>\n<figure id=\"attachment_2131\" aria-describedby=\"caption-attachment-2131\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2131 size-medium\" src=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_3649-300x200.jpg\" alt=\"Grotte di Oliero a Valstagna (VI)\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_3649-300x200.jpg 300w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_3649-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_3649-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2131\" class=\"wp-caption-text\">Grotte di Oliero a Valstagna (VI)<\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per i vicentini rappresenta la classica gita fuori porta, eppure mi sono resa conto che in molti ancora non conoscono le <strong>Grotte di Oliero<\/strong>. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tra l&#8217;altro, quasi nessuno sa che l&#8217;Oliero, con i suoi 300 metri di lunghezza, \u00e8 considerato tra i fiumi pi\u00f9 corti d&#8217;Europa. Tuttavia, le sue acque ricoprono una funzione molto importante, dal momento che sono utilizzate per <strong>alimentare l&#8217;acquedotto dell&#8217;altopiano di Asiago. <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ebbene s\u00ec, durante la notte la centrale di pompaggio di Oliero riesce a far arrivare l&#8217;acqua delle grotte fino a 1200 metri circa di altitudine, un dislivello notevole che la fa entrare nella rosa delle centrali <strong>pi\u00f9 potenti d&#8217;Europa<\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In realt\u00e0, tutta la zona che costeggia il fiume Brenta a nord di Bassano del Grappa, si presta a tantissime attivit\u00e0: dal kayak al rafting per i pi\u00f9 sportivi, fino ad una tranquilla passeggiata lungo le rive del fiume, l\u00e0 dove i bassanesi eleggono la loro spiaggia nel periodo estivo con tanto di ombrelloni e occorrente per un bel pic-nic in compagnia.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Una visita alle Grotte di Oliero \u00e8 adatta a grandi e piccini, dal momento che il biglietto unico offre la possibilit\u00e0 di visitare:<\/span><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il parco delle Grotte con i suoi sentieri di diversa difficolt\u00e0;<\/span><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La cartiera Cappello- Remondini;<\/span><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il museo di Speleologia e Carsismo;<\/span><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">le Grotte scoperte da Alberto Parolini.<\/span><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma andiamo con ordine e partiamo da una delle zone pi\u00f9 affascinanti del complesso.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>LA CARTIERA CAPPELLO- REMONDINI<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_2120\" aria-describedby=\"caption-attachment-2120\" style=\"width: 209px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2120 size-medium\" src=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/02.-cartiera-ad-acqua-209x300.jpg\" alt=\"Sezione di cartiera azionata da ruota idraulica. Museo della Carta all'interno delle Grotte di Oliero (VI)\" width=\"209\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/02.-cartiera-ad-acqua-209x300.jpg 209w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/02.-cartiera-ad-acqua-713x1024.jpg 713w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/02.-cartiera-ad-acqua-768x1103.jpg 768w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/02.-cartiera-ad-acqua.jpg 1779w\" sizes=\"(max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2120\" class=\"wp-caption-text\">Sezione di cartiera azionata da ruota idraulica. Museo della Carta all&#8217;interno delle Grotte di Oliero (VI)<\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il piccolo ma curato museo della Carta \u00e8 allestito nell&#8217;antica <strong>cartiera Cappello- Remondini<\/strong>, acquistata nel 1768 da Francesco Parolini, padre del noto botanico e naturalista Alberto.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Va detto che questa parte della Valsugana \u00e8 stata per tutta l&#8217;et\u00e0 moderna la zona industriale di Bassano del Grappa con le sue numerose ruote da mulino che attivavano concerie, segherie, filatoi di seta e, naturalmente, cartiere. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il nostro viaggio nella carta ha inizio in <strong>Cina<\/strong> migliaia di anni fa, dal momento che le tracce pi\u00f9 antiche di carta sono state trovate in una <strong>tomba cinese<\/strong> del II secolo a.C. Come si sa, l&#8217;Oriente per secoli \u00e8 stato custode di molti segreti, dalla produzione della carta a quella della seta.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ecco come Marco Polo riporta testimonianza nel suo libro<em> Il Milione<\/em> del doppio utilizzo da parte dei cinesi dell&#8217;albero di gelso: da una parte le sue foglie erano cibo per i bachi da seta, dall&#8217;altra il legno era usato per produrre la carta.<\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"LEFT\"><em><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Egli [il Grande Khane] fa prendere scorza d&#8217;un \u00e0lbore ch&#8217;ha nome gelso, \u00e8 l&#8217;\u00e0lbore le cui foglie mangiano li vermi che fanno la seta, e cogliono la buccia sottile che \u00e8 tra la buccia grossa e &#8216;l legno dentro e di quella buccia fa fare carte come di bambagia<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dal I secolo d.C. Il processo si rinnova affiancando alla corteccia di alberi la lavorazione di <strong>v<\/strong><\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif; font-size: medium;\">ecchi stracci o corde da pesca<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium; font-family: Verdana, sans-serif;\">\u00a0diventate inutilizzabili.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La comparsa della carta in Europa avviene intorno all&#8217;anno 1000 per opera degli <strong>arabi<\/strong>, che introducono questa lavorazione in Spagna e in Sicilia. Oramai la carta si consolida come supporto preferenziale per tramandare in forma scritta i pensieri dell&#8217;uomo.<\/span><\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_2117\" aria-describedby=\"caption-attachment-2117\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2117 size-medium\" src=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/oliero-300x209.gif\" alt=\"Edifici industriali lungo l'Oliero. Photo dal web\" width=\"300\" height=\"209\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2117\" class=\"wp-caption-text\">Edifici industriali lungo l&#8217;Oliero. Photo dal web<\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 1450, con l&#8217;invenzione della stampa a caratteri mobili, viene dato nuovo impulso a tutto il settore e Venezia, grazie al tipografo <strong>Giovanni da Spira<\/strong> e al grande umanista <strong>Aldo Manuzio<\/strong>, diventa uno dei centri pi\u00f9 importanti pi\u00f9 importanti per la diffusione di libri.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Molti veneziani avevano interessi ad aprire nuove cartiere proprio nella zona di Valstagna, che si trovava in una posizione ideale da questo punto di vista: vicino ad un fiume dalle acque limpide e in zona pedemontana, soleggiata e secca, ideale per far asciugare i fogli di carta stesi.<\/span><\/span><\/p>\n<h3 align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>LE FASI DI LAVORAZIONE DELLA CARTA<\/b><\/span><\/span><\/h3>\n<figure id=\"attachment_2135\" aria-describedby=\"caption-attachment-2135\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2135 size-medium\" src=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/04.-vasca-300x200.jpg\" alt=\"Vasca utilizzata per la macerazione degli stracci. Museo della Carta a Valstagna (VI)\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/04.-vasca-300x200.jpg 300w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/04.-vasca-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/04.-vasca-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2135\" class=\"wp-caption-text\">Vasca utilizzata per la macerazione degli stracci. Museo della Carta a Valstagna (VI)<\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Una visita al <strong>Museo della Carta<\/strong> permette di comprendere l&#8217;incredibile processo di produzione della carta, rimasto pressoch\u00e9 immutato dall&#8217;et\u00e0 moderna fino al XIX secolo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ecco, per sommi capi, le fasi di lavorazione:<\/span><\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La materia prima per la produzione della carta derivava dagli <strong>stracci,<\/strong> quindi i cartai dipendevano in maniera importante dagli <em>strazzaroli<\/em> che, a dispetto del nome, nel corso dei secoli acquistarono sempre pi\u00f9 potere economico;<\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Gli stracci erano innanzitutto puliti tramite il processo di <strong>liscivazione<\/strong> ottenuto con calce viva e acqua;<\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Si proseguiva introducendo nella lavorazione il <strong><em>carniccio<\/em><\/strong>, ovvero uno scarto dell&#8217;industria conciaria usato per rendere i fogli assorbenti all&#8217;inchiostro;<\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Gli stracci erano prima macerati in grandi vasche e poi sminuzzati fino ad essere ridotti in poltiglia;<\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">l&#8217;impasto era poi inserito in uno stampo e i fogli passavano sotto una pressa per eliminare l&#8217;acqua residua;<\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">non restava che appendere i fogli ad asciugare e lisciarli uno ad uno a mano per rendere la superficie uniforme.<\/span><\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">I libri prodotti in terraferma veneta venivano poi venduti attraverso la Valsugana, che si presentava come via di comunicazione preferenziale tra la Repubblica di Venezia e l&#8217;impero asburgico.<\/span><\/span><\/p>\n<h4 align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>LE GROTTE DI OLIERO<\/b><\/span><\/span><\/h4>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La visita prosegue con una camminata nel parco (vari i sentieri tra cui si pu\u00f2 scegliere, a seconda della preparazione fisica) e il giro in barca all&#8217;interno della grotta scoperta da Alberto Parolini nel 1822.<\/span><\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_2143\" aria-describedby=\"caption-attachment-2143\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2143 size-medium\" src=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/06.-interno-delle-grotte-300x200.jpg\" alt=\"Concrezioni all'interno delle Grotte di Oliero\" width=\"300\" height=\"200\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2143\" class=\"wp-caption-text\">Concrezioni all&#8217;interno delle Grotte di Oliero<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_2125\" aria-describedby=\"caption-attachment-2125\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2125 size-medium\" src=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_3642-300x200.jpg\" alt=\"Sentiero nel parco delle Grotte di Oliero (VI)\" width=\"300\" height=\"200\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2125\" class=\"wp-caption-text\">Sentiero nel parco delle Grotte di Oliero (VI)<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Qui la temperatura \u00e8 sempre costante, 12 gradi tutto l&#8217;anno, quindi in estate meglio portare una felpa e un K-way per proteggersi dalle gocce che cadono dalle stalattiti. All&#8217;interno della grotta si possono ammirare enormi concrezioni di <strong>stalattiti e stalagmiti<\/strong>, che si possono immortalare con la macchina fotografica a patto di non usare il flash.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Vi riporto qui di seguito il link al sito delle grotte per ulteriori informazioni riguardo gli orari di apertura e il prezzo dei biglietti:<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"https:\/\/www.grottedioliero.it\/tariffe\/\">https:\/\/www.grottedioliero.it\/tariffe\/<\/a> <\/span><\/span><\/p>\n<h5 align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>MASTRI CARTAI IN NATURA: L&#8217;IMPORTANZA DI VESPE E CALABRONI<\/b><\/span><\/span><\/h5>\n<figure id=\"attachment_2138\" aria-describedby=\"caption-attachment-2138\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2138 size-medium\" src=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/01.-nido-di-vespa-300x229.jpg\" alt=\"Dettaglio di un enorme nido di vespa conservato all'interno del museo della Carta\" width=\"300\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/01.-nido-di-vespa-300x229.jpg 300w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/01.-nido-di-vespa-1024x783.jpg 1024w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/01.-nido-di-vespa-768x587.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2138\" class=\"wp-caption-text\">Dettaglio di un enorme nido di vespa conservato all&#8217;interno del museo della Carta<\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non so voi, ma io sono sempre stata attratta dalla perfetta geometria dei <strong>nidi di vespa<\/strong>, ma vi siete mai chiesti da dove gli industriosi insetti prendono la materia prima per costruire i loro capolavori?<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ebbene, alcuni tipi di vespe e calabroni asportano piccoli pezzi di legno da recinzioni o dai tronchi d&#8217;albero e lo masticano impastandolo con la loro saliva fino ad ottenere un composto molle e malleabile. Questo \u00e8 depositato nel nido in costruzione e, seccandosi all&#8217;aria, d\u00e0 vita alla struttura a celle che siamo abituati a vedere in natura. Non solo, <strong>l&#8217;amorevole Regina<\/strong> costruisce personalmente una sorta di coperta, sempre di carta, con la quale copre le larve per mantenere costante la loro temperatura corporea.<\/span><\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_2149\" aria-describedby=\"caption-attachment-2149\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2149 size-medium\" src=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_3526-300x200.jpg\" alt=\"Api e vespe realizzano capolavori di ingegneria nei loro nidi\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_3526-300x200.jpg 300w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_3526-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_3526-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2149\" class=\"wp-caption-text\">Api e vespe realizzano capolavori di ingegneria nei loro nidi<\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In questo modo il nido \u00e8 una struttura che pu\u00f2 essere ampliata in caso di necessit\u00e0, basta masticare un altro po&#8217; di legno e aggiungere nuove celle al complesso.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dal mio punto di vista, l&#8217;enorme e raro alveare esposto al museo merita da solo una visita al complesso delle Grotte di Oliero, voi cosa ne dite?<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL COMPLESSO DELLE GROTTE DI OLIERO\u00a0 Per i vicentini rappresenta la classica gita fuori porta, eppure mi sono resa conto che in molti ancora non conoscono le Grotte di Oliero. 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