{"id":2643,"date":"2021-01-27T10:34:31","date_gmt":"2021-01-27T10:34:31","guid":{"rendered":"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/?p=2643"},"modified":"2021-03-16T09:14:06","modified_gmt":"2021-03-16T09:14:06","slug":"cronache-dal-rinascimento-nobili-assassini-nella-vicenza-del-xvi-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/it\/cronache-dal-rinascimento-nobili-assassini-nella-vicenza-del-xvi-secolo\/","title":{"rendered":"Cronache dal rinascimento: nobili assassini nella Vicenza del XVI secolo"},"content":{"rendered":"<h1 align=\"center\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>CRONACHE DAL RINASCIMENTO: <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>NOBILI ASSASSINI NELLA VICENZA DEL XVI SECOLO<\/b><\/span><\/span><\/h1>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Immaginiamo per un attimo di passeggiare\u00a0 nella Vicenza del XVI secolo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Cosa vedrebbero i nostri occhi?<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sicuramente una citt\u00e0 in pieno fermento economico, brulicante di gente affaccendata nei propri affari e punteggiata di cantieri dove stavano prendendo forma le opere palladiane.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La cosa che forse non ci aspetteremmo, \u00e8 vedere girare per strada i signorotti locali seguiti da una schiera di fedeli <em>bravi<\/em>. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">S\u00ec, proprio loro, quelli che ci rimandano ai <em>Promessi Sposi<\/em> di Alessandro Manzoni.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il fatto di circondarsi di fedeli scagnozzi aveva il duplice scopo di difendersi ma, soprattutto, di tendere imboscate e organizzare delitti a danno delle famiglie rivali.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Insomma, stiamo parlando di un\u2019epoca in cui si era soliti regolare i conti tra privati cittadini, dal momento che ricorrere alla giustizia ufficiale era considerato un segno di d<strong>ebolezza<\/strong> e <strong>codardia<\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In questo scenario tutt\u2019altro che rassicurante, per anni si sono susseguiti <strong>decine di omicidi<\/strong> che contribuirono a creare in citt\u00e0 un clima di terrore perenne. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel marasma di delitti pi\u00f9 o meno sanguinosi, ho scelto di raccontare le vicende di tre personaggi le cui gesta hanno pi\u00f9 impressionato i vicentini dell&#8217;epoca.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Curiosi? Mettetevi comodi e preparatevi ad entrare in un\u2019atmosfera <em>noir.<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<h2 align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Lo scelleratissimo Galeazzo da Roma<\/b><\/span><\/span><\/h2>\n<figure id=\"attachment_2649\" aria-describedby=\"caption-attachment-2649\" style=\"width: 135px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2649 size-medium\" src=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/galeazzo-da-roma-135x300.jpg\" alt=\"Colonna Infame eretta in corso Palladio a Vicenza sulle macerie della casa di Galeazzo da Roma\" width=\"135\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/galeazzo-da-roma-135x300.jpg 135w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/galeazzo-da-roma-460x1024.jpg 460w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/galeazzo-da-roma-768x1711.jpg 768w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/galeazzo-da-roma-scaled.jpg 1149w\" sizes=\"(max-width: 135px) 100vw, 135px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2649\" class=\"wp-caption-text\">Colonna Infame eretta in corso Palladio a Vicenza sulle macerie della casa di Galeazzo da Roma<\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Passeggiando per corso Palladio, proprio a fianco della libreria Traverso, si nota una colonna sulla quale \u00e8 inciso questo testo:<\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">QVESTO E&#8217; IL LOCO DOVE ERA LA CASA DEL SCELERATISSIMO GALEAZZO DA ROMA IL QVAL CON ISEPPO ALMERICO ET ALTRI SVOI COMPLICI COMMISERO ATROCISSIMI HOMICIDII IN QVESTA CITTA DELLO ANNO MDXLVIII DI III LVGIO<\/span><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nell\u2019iscrizione si fa riferimento ad una data: il 3 luglio 1548 \u00e8 uno di quei giorni che molti vicentini dell\u2019epoca avrebbero voluto dimenticare, tanto \u00e8 stato lo sgomento di fronte a un efferato pluri-omicidio avvenuto a danno dei fratelli Valmarana.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma andiamo con ordine.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutto nasce da un <strong>amore non corrisposto<\/strong>: Isabetta da Roma, sorella del Galeazzo citato nell\u2019iscrizione, si innamor\u00f2 perdutamente di Alberto Valmarana ma, pur avendo fatto ricorso a diverse strategie seduttive, non riusc\u00ec a catturare il cuore del nobiluomo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ben presto la passione amorosa lasci\u00f2 il posto alla sete di vendetta per lo sgarbo subito, cos\u00ec Isabetta pass\u00f2 all&#8217;azione senza andare troppo per il sottile: intercett\u00f2 infatti una cameriera dei fratelli Valmarana e la incaric\u00f2 di <strong>avvelenare<\/strong> Alberto. Messa alle strette dalla vulcanica nobildonna, la povera domestica inizialmente accett\u00f2, poi per\u00f2 non riusc\u00ec a portare a termine il compito e, tra le lacrime, confess\u00f2 tutto a Lucia Revese, madre dei fratelli Valmarana. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nonostante fosse stata smascherata, Isabetta non abbandon\u00f2 il proprio proposito omicida. Continu\u00f2 infatti a minacciare pi\u00f9 o meno velatamente Alberto e fece addirittura recapitare a Lucia dei fazzoletti, che nella tradizione popolare erano considerati funesti in quanto apportatori di <strong>lacrime<\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n<h3 align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Cronaca di una morte annunciata<\/b><\/span><\/span><\/h3>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Insomma, le premesse c\u2019erano tutte e non era difficile prevedere quello che di l\u00ec a poco sarebbe successo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non riuscendo ad uccidere Alberto da sola, Isabetta decise di ingaggiare i propri fratelli Galeazzo e Leonardo, noti killer, come sicari. In cambio, avrebbe rinunciato alla sua parte di eredit\u00e0 a vantaggio dei due assassini.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">I due, che potevano vantare una lunga e variegata esperienza nel settore, non si fecero troppo pregare.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ecco quindi che a mezzogiorno del <strong>3 luglio 1548 si consum\u00f2 la tragedia<\/strong>: Galeazzo da Roma e i suoi scagnozzi fecero irruzione in casa Valmarana a S. Faustino e provocarono una strage uccidendo non solo Alberto Valmarana, ma anche i suoi fratelli Nicol\u00f2 e Tomaso, due servitori e ferendo gravemente la mamma Lucia Revese.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sembra che l\u2019incursione fosse stata pianificata da tempo e condotta con <strong>estrema ferocia<\/strong>. Lucia alla fine si salv\u00f2 e sar\u00e0 proprio lei, una volta guarita, a raccontare tutta la vicenda al giudice Ferramosca. Il pi\u00f9 martoriato fu il povero Alberto il quale, reo di aver rifiutato la terribile Isabetta, fu trafitto da <strong>38 pugnalate<\/strong> la cui profondit\u00e0 fu accuratamente misurata con uno <i>stillo ligneo.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La banda di delinquenti fu bandita dai territori della Serenissima e di essa si persero le tracce. Da quanto si sa, Galeazzo si rifugi\u00f2 a Corf\u00f9, Leonardo prese la via di Milano e Iseppo Almerico venne decapitato a Firenze per altri delitti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per ordine del tribunale, la casa di Galeazzo venne demolita e al suo posto fu eretta la colonna che ancora oggi porta inciso il suo nome come perenne marchio di ignominia.<\/span><\/span><\/p>\n<h4 align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La famiglia Capra<\/b><\/span><\/span><\/h4>\n<figure id=\"attachment_770\" aria-describedby=\"caption-attachment-770\" style=\"width: 215px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-770 size-medium\" src=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IMG_20190314_095556-215x300.jpg\" alt=\"Ritratto di Odorico Capra junior (1623- 1655), killer sanguinario. Il nonno era Odorico Capra Senior, che acquist\u00f2 villa la Rotonda con il fratello Mario nel 1591\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IMG_20190314_095556-215x300.jpg 215w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IMG_20190314_095556-735x1024.jpg 735w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IMG_20190314_095556-768x1069.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-770\" class=\"wp-caption-text\">Ritratto di Odorico Capra junior (1623- 1655), killer sanguinario. Il nonno era Odorico Capra Senior, che acquist\u00f2 villa la Rotonda con il fratello Mario nel 1591<\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel XVI secolo spesso nobilt\u00e0 e crimine andavano a braccetto, infatti una delle ragioni principali che portavano a commettere omicidi era la continua lotta tra casate nobiliari per emergere e accedere al potere cittadino.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Oltre alla motivazione politica, una delle ragioni pi\u00f9 ricorrenti per il quale si andava a processo era il <strong>diritto di precedenza<\/strong>. E proprio questo diede origine ad una <strong>sanguinosa faida<\/strong> iniziata tra Odorico Capra, proprietario di villa Rotonda, e Alvise Da Porto.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La giustizia veneziana diede ragione ai Da Porto, tra i pi\u00f9 fedelissimi servitori della Serenissima in terraferma e, se Odorico accett\u00f2 serenamente la sentenza, non si pu\u00f2 dire lo stesso per il figlio Onorio, che inizi\u00f2 a covare sentimenti di <strong>vendetta<\/strong> nei confronti dei Da Porto. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019odio accumulato esplose una domenica mattina, davanti al duomo, dove si comp\u00ec una strage: Onorio e i suoi bravi attesero i Da Porto dopo la fine della messa e uccisero Gabriele Da Porto. Per questo delitto Onorio fu bandito e i suoi beni sequestrati, mentre il padre si affrettava a dissociarsi da quanto compiuto dal figlio cambiando il testamento e procedendo a diseredarlo.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma Venezia annull\u00f2 il testamento rendendo inefficace la rettifica testamentaria di Odorico e incamer\u00f2 i beni dei Capra. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Mario Capra<\/strong>, fratello di Odorico e zio dell\u2019assassino, tent\u00f2 di salvare il salvabile stabilendo che villa La Rotonda sarebbe andata in eredit\u00e0 al primo nipote che gli avesse dato una discendenza maschile e individu\u00f2 il suo erede in Odorico junior, nipote di Odorico senior.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> Mario Capra mor\u00ec nella peste del 1631 convinto di aver lasciato il patrimonio di famiglia in buone mani e, per sua fortuna, non fece in tempo ad assistere alle<strong> malefatte<\/strong> del suo erede universale.<\/span><\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_2653\" aria-describedby=\"caption-attachment-2653\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2653 size-medium\" src=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/marius-capra-300x225.jpg\" alt=\"Iscrizione sotto il timpano di villa La Rotonda recita: &quot;Marius Capra, Gabrielis filius&quot;. Si tratta di Mario Capra, fratello di Odorico Capra senior\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/marius-capra-300x225.jpg 300w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/marius-capra-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/marius-capra-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2653\" class=\"wp-caption-text\">Iscrizione sotto il timpano di villa La Rotonda recita: &#8220;Marius Capra, Gabrielis filius&#8221;. Si tratta di Mario Capra, fratello di Odorico Capra senior<\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Odorico junior, infatti, inizi\u00f2 a collezionare una serie di primati che finirono col gettare una cattiva luce sulla dinastia dei Capra: nel 1650 uccise un uomo, la prima moglie mor\u00ec misteriosamente in villa perch\u00e9\u2026 le cadde addosso un muro, era molto temuto dai vicentini e girava con <em>bravi<\/em> a cui faceva tagliare la lingua. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fu arrestato proprio a villa La Rotonda e bandito dai territori della Serenissima. Ripar\u00f2 poi in Tirolo, dove si spos\u00f2 una seconda volta e <strong>mor\u00ec decapitato<\/strong> per aver commesso altri delitti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Proprio sulla figura di Odorico junior fiorirono leggende che ancora oggi si tramandano secondo le quali la villa sarebbe infestata dagli <strong>spiriti di giovani ragazze<\/strong> brutalmente uccise dopo festini notturni.<\/span><\/span><\/p>\n<h5 align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Leonoro Pigafetta: non c\u2019\u00e8 rosa senza spina<\/b><\/span><\/span><\/h5>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">I Pigafetta furono una delle pi\u00f9 nobili famiglie di Vicenza. Accumularono un <strong>immenso patrimonio<\/strong> nel vicentino e diedero lustro al casato con insigni medici, fisici, viaggiatori (tra cui i famosi Antonio e Filippo Pigafetta), notai e giureconsulti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">I <strong>Della Rosa<\/strong>, questo il cognome originario della famiglia, erano provenienti da una famiglia guelfa di origine fiorentina e lasciarono il capoluogo toscano intorno all\u2019XI secolo per trasferirsi a Vicenza. Qui cambiarono cognome, ma conservarono traccia delle loro origini nel motto associato allo stemma nobiliare: <i>IL N&#8217;EST ROSE SANS ESPINE,\u00a0<\/i>ovvero <em>non c&#8217;\u00e8 rosa senza spina.<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_2332\" aria-describedby=\"caption-attachment-2332\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2332 size-medium\" src=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/il-nest-rose...-300x300.jpg\" alt=\"Facciata di Casa Pigafetta a Vicenza con il celebre motto &quot;IL N'EST ROSE SANS ESPINE&quot;\" width=\"300\" height=\"300\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2332\" class=\"wp-caption-text\">Facciata di Casa Pigafetta a Vicenza con il celebre motto &#8220;IL N&#8217;EST ROSE SANS ESPINE&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2335 aligncenter\" src=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/sans-espine-300x300.jpg\" alt=\"... sans \u00e9spine\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Leonoro Pigafetta<\/strong> (1533- 1624) aveva tutte le caratteristiche di un <em>bravo<\/em> manzoniano: un personaggio fosco, dedito a violenze e soprusi, soprattutto a danno dei pi\u00f9 deboli. Era imparentato con Antonio, il navigatore che comp\u00ec il primo viaggio intorno al mondo, dal momento che Alessandro, pap\u00e0 di Leonoro, era secondo cugino di Antonio.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il 18 agosto 1595 Leonoro se la prese con un povero vecchio di 80 anni, Benedetto Sogaro, preso a <strong>pugni e a colpi di archibugio<\/strong> in strada senza nessun motivo. Per questo fatto fu bandito per tre anni e condannato a versare un risarcimento alla vittima.<\/span><\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_2658\" aria-describedby=\"caption-attachment-2658\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2658 size-medium\" src=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/cimitero-lovertino-300x271.jpg\" alt=\"Stemma della famiglia Pigafetta nella tomba di famiglia a Lovertino (VI). Questo ramo dei Pigafetta \u00e8 l'unico arrivato con la sua discendenza fino ai giorni nostri\" width=\"300\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/cimitero-lovertino-300x271.jpg 300w, https:\/\/guidaturisticavicenza.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/cimitero-lovertino.jpg 659w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2658\" class=\"wp-caption-text\">Stemma della famiglia Pigafetta nella tomba di famiglia a Lovertino (VI). Questo ramo dei Pigafetta \u00e8 l&#8217;unico arrivato con la sua discendenza fino ai giorni nostri<\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma la condanna non lo fece desistere dall&#8217;assecondare la sua natura violenta, tanto che arriv\u00f2 ad <strong>uccidere il cugino Alberto<\/strong>, fino a poco tempo prima suo compagno di scorrerie. Dopo l\u2019omicidio interpret\u00f2 la parte del parente addolorato, tanto che fu smascherato solamente dopo tre anni di serrate indagini. Il Consiglio dei Dieci band\u00ec in perpetuo Leonoro dalle terre della Repubblica e confisc\u00f2 tutti i suoi beni. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Da questo episodio ha origine la <strong>decadenza<\/strong> di questo ramo della famiglia, che proseguir\u00e0 anche nelle generazioni successive.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il figlio di Leonoro, Alessandro, a soli 17 anni rap\u00ec al ponte di Barbarano la nobile Paolina Stopacciero. Andato a processo, fu rilasciato e obbligato a sposare la giovane. Dal loro matrimonio nacquero sei figli tra i quali si distinse in negativo Alberto, condannato a cinque anni di reclusione per aver ucciso a colpi di archibugio Nicol\u00f2 Chiarello.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Insomma, da Leonoro in poi inizi\u00f2 il lento e inesorabile declino di questo ramo della famiglia Pigafetta, che fatic\u00f2 molto a ricostruirsi un&#8217;immagine dopo le malefatte di alcuni suoi membri.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Conoscevate queste storie? Fatemelo sapere nei commenti \ud83d\ude42<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CRONACHE DAL RINASCIMENTO: NOBILI ASSASSINI NELLA VICENZA DEL XVI SECOLO Immaginiamo per un attimo di passeggiare\u00a0 nella Vicenza del XVI secolo. Cosa vedrebbero i nostri occhi? 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