Il cinema Odeon di Vicenza è uno dei più antichi d’Italia

Il cinema Odeon di Vicenza

Il Cinema Odeon di Vicenza

Per i vicentini è una vera e propria istituzione, ma pochi sanno che il cinema Odeon di Vicenza è uno dei più antichi d’Italia, tanto che nel 2006 ha vinto il premio “Biglietto d’oro” riservato alle sale cinematografiche che hanno staccato più biglietti a livello nazionale.

Inaugurato nel 1907, è l’unico cinema italiano ad avere compiuto e superato i cento anni di apertura senza aver mai interrotto la sua attività, nemmeno durante le due guerre mondiali.

Forse non ve ne siete mai resi conto, ma quando ci accomodiamo nelle poltroncine dell’Odeon ci troviamo nella navata della chiesa dei SS. Faustino e Giovita, una delle antiche Sette Cappelle che facevano parte del primo nucleo cristiano della città.

Volete saperne di più? Mettetevi comodi e continuate a leggere 🙂

LE SETTE CAPPELLE DI VICENZA

Facciata della cattedrale di Vicenza

Facciata della cattedrale di Vicenza

Facciamo un po’ di chiarezza sulle chiese vicentine.

Le due più antiche sono senza dubbio la Cattedrale e, fuori dalle mura, la basilica dei SS. Felice e Fortunato. A partire dal IV secolo, grazie all’editto di Costantino del 313 d.C. viene data libertà di culto a tutti i cittadini dell’Impero romano.

Ecco quindi che anche a Vicenza vengono costruite con devozione le prime chiese, originario nucleo della cristianità vicentina.

Ma quali erano le sette cappelle e dove si trovavano?

Purtroppo oggi solo una di queste, la chiesa di S. Stefano, continua ad esercitare le sue funzioni. Altre due sono state sconsacrate (SS. Faustino e Giovita e SS. Filippo e Giacomo) mentre quattro sono andate totalmente perdute (S. Paolo, San Marcello, SS. Eleuterio e Barbara, San Marco Vecchio).

chiesa dei SS Faustino e Giovita (VI)

chiesa dei SS Faustino e Giovita (VI)

Ma il destino più curioso è toccato sicuramente alla chiesa dei SS. Faustino e Giovita, che ha trasformato la sua navata in un cinema: l’attuale Odeon.

Ma come siamo arrivati a questo punto? E quando è approdato il cinema a Vicenza?

LA CHIESA CINEMATOGRAFO

Fondata nel IV secolo d. C., la nostra chiesa cinematografo è dedicata ai santi Faustino e Giovita, giovani cavalieri vissuti nel II secolo discendenti da una nobile famiglia pagana di Brescia.

La loro storia si fonde con la leggenda: una volta convertiti al cristianesimo, vanno incontro al loro martirio ma ne escono illesi almeno in due occasioni: sopravvivono infatti al rogo e alla lotta con bestie feroci fino ad incontrare la morte per decapitazione.

Come da tradizione, il presbiterio della chiesa è rivolto ad est, in modo che i fedeli si rivolgessero in preghiera verso il sorgere del sole, simbolo dello Spirito Santo che si innalza verso Dio.

Nel corso dei secoli la chiesa si arricchisce di un immenso patrimonio artistico in quanto a decorazione interna ed arredi. Ancora oggi, nel centro del soffitto, si trova un affresco di Costantino Pasqualotto considerato il capolavoro dell’artista.

Tra i parrocchiani illustri che hanno frequentato la chiesetta nei secoli ricordiamo almeno Ferreto de Ferreti, letterato amico di Dante e Petrarca; Valerio Belli, apprezzato incisore rinascimentale e l’avvocato Carlo Cordellina, che qui si fa seppellire a fine settecento.

Busto dell'avvocato Carlo Cordellina

Busto dell’avvocato Carlo Cordellina

Con la caduta della Serenissima e le soppressioni napoleoniche, la chiesa viene sconsacrata e utilizzata come magazzino di legname fino alla metà del XIX secolo, quando viene rilevata dalla Società Generale di Mutuo Soccorso.

IL CINEMA ARRIVA A VICENZA

Verso la fine del XIX secolo arriva anche a Vicenza la notizia di una nuova invenzione: la fotografia di movimento.

Al teatro Verdi si tengono due rappresentazioni davanti ad un pubblico colmo di meraviglia e commozione. Ma dopo l’entusiasmo iniziale, l’interesse del grande pubblico cala per gli inconvenienti ancora legati al neonato cinema: le immagini molto traballanti stordivano gli spettatori, per non parlare dei lunghi tempi d’attesa necessari all’operatore per cambiare le pellicole.

Il teatro verdi Vicenza, bombardato e distrutto nella seconda guerra mondiale

Il teatro verdi Vicenza, bombardato e distrutto nella seconda guerra mondiale

Si decide quindi di inserire la proiezione all’interno di uno spettacolo più vasto che comprenda un cantante, un mago e una donna cannone. Insomma, un misto tra circo e cinema. Naturalmente le proiezioni erano ancora mute, quindi era fondamentale comprendere nel “pacchetto” un pianista che accompagnava le immagini con musica dal vivo.

Tra gli artisti impegnati in questi anni spicca un personaggio molto famoso all’epoca: Francesco Campogalliani, professione burattinaio. All’epoca era un artista di fama internazionale che girava per tutta Italia con la famiglia e i suoi amati burattini di stoffa e legno. Richiestissimo anche oltreoceano, rifiuta l’ingaggio solo perché scoraggiato dal lungo viaggio verso le Americhe.

Ma quando la chiesa di S. Faustino viene convertita in cinema?

La sala cinematografica permanente è inaugurata il 18 maggio 1907 grazie alla lungimiranza di Guido Fornasa, un giovane di Recoaro socio della Società Generale di Mutuo Soccorso che partecipa all’esposizione Universale di Parigi e resta affascinato dall’opera dei fratelli Lumière.

Chiede quindi alla Società il permesso di avviare un cinema nella loro sede con proiezione di commedie o di riprese dal vero di vicentini sorpresi per strada: una strategia già collaudata in Francia che mirava a sguinzagliare per le città gli operatori cinematografici per poi invitare la gente a presentarsi al cinema per rivedersi sul grande schermo. Come resistere alla tentazione?!?

Affresco "Il Mondo Nuovo" di G.D. Tiepolo conservato in villa Valmarana ai nani (VI)

Affresco “Il Mondo Nuovo” di G.D. Tiepolo conservato in villa Valmarana ai nani (VI)

Solo negli anni ’50 il cinema verrà chiamato Odeon per svincolarlo dall’idea di sala parrocchiale legato al nome di due santi, cosa poco vantaggiosa da un punto di vista commerciale.

E sarà sempre nella sala dell’Odeon che verranno proiettati i migliori film di Visconti, Rossellini e soprattutto di Fellini, che da bambino aveva assistito alle rappresentazioni del burattinaio Campogalliani in tour per l’Italia. Facile immaginare che l’artista abbia avuto una certa presa sul piccolo futuro regista.

Chiudo con una curiosità: a villa Valmarana “ai nani” Giandomenico Tiepolo rappresenta un ciarlatano che fa ammirare ad un folto pubblico di veneziani il miracolo della camera oscura, ovvero il Mondo Nuovo. Siamo a metà del XVIII secolo e già si diffonde nella Repubblica di Venezia la passione per gli antenati del cinema e della fotografia.

Vuoi sapere qualcosa di più su villa Valmarana o altre ville venete?

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Per quanto mi riguarda, l’Odeon per me è legato al giorno dell’ Epifania quando, negli anni Ottanta, la Società Generale di Mutuo Soccorso apriva le porte del cinema ai bambini della città con proiezione di cartoni animati, estrazione a premi e calza della befana consegnata all’uscita.

E tu, quali sono i tuoi ricordi legati al nostro cinema? Se vuoi, scrivilo nei commenti qui sotto. Sono curiosissima! 🙂

Fonti:

– Renato Cevese, Franco Barbieri “Vicenza, ritratto di una città”

– Francesca Livraghi, Enrico Ladisa “La chiesa- cinematografo di S. Faustino” Cittadella, 2007

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