VICENZA ROMANA: VITA QUOTIDIANA NELL’ANTICA VICETIA

Statua loricata acefala, I secolo d.C., Museo Archeologico di Vicenza

Statua loricata acefala, I secolo d.C., Museo Archeologico di Vicenza

Vicenza città del Palladio? Certo, ma non solo.

Anche se la città berica deve la sua fama al noto architetto rinascimentale, sarebbe un grave errore credere che Vicenza si riduca da un punto di vista storico ed artistico solo al XVI secolo.

Abitata dai paleoveneti fin dal IX secolo a.C., Vicenza si trovò a far parte di una regione ben più ampia dell’attuale Veneto corrispondente a un quadrilatero delimitato da confini naturali: a sud il Po, a nord le Alpi, ad est l’Isonzo e ad ovest il fiume Oglio. L’antica Vicetia entrò nell’orbita di Roma nel II secolo a.C., con la costruzione della strada Postumia, un’importante arteria che doveva congiungere Genova con Aquileia, ovvero ovest ed est dell’Italia settentrionale.

Un’altra data da tenere a mente quando si parla della storia più antica di Vicenza è il 49 a.C., quando la città divenne municipium romanum e, con l’emanazione della lex Roscia dello stesso anno, a tutte le popolazioni comprese nella zona tra il Po e le Alpi fu esteso il diritto di cittadinanza romana.

Testa di atleta, II secolo d.C., Museo Archeologico di Vicenza

Testa di atleta, II secolo d.C., Museo Archeologico di Vicenza

La cosa è particolarmente importante perché i vicentini non erano quindi considerati stranieri ma cittadini. La differenza è notevole, perché lo straniero non poteva contrarre matrimonio, commerciare o avere proprietà, non poteva votare né ricoprire cariche pubbliche e non era tutelato dalle leggi romane. Al contrario i cittadini godevano di tutti questi diritti civili, economici, politici e giuridici.

ARCHITETTURA ROMANA A VICENZA

I romani erano molto abili nel creare il consenso dei cittadini, ma se a Roma era molto facile far sentire la presenza dell’imperatore, con la distanza geografica le cose si complicavano ed era quindi necessario rafforzare il supporto popolare tramite opere pubbliche ed infrastrutture.

Ecco quindi che anche Vicenza, distante circa cinquecento chilometri da Roma, venne trasformata in una città romana in tutto e per tutto, in modo da rafforzare il senso di appartenenza dei vicentini nei confronti dell’impero romano.

Veduta aerea della zona in cui sorgeva il teatro romano Berga a Vicenza

Veduta aerea della zona in cui sorgeva il teatro romano Berga a Vicenza

Lo strumento prescelto a questo scopo fu l’architettura. Come è facile immaginare, un vicentino che passeggiava per le strade della città poteva godere quotidianamente, anche se in scala ridotta, di tutte le strutture messe a disposizione a Roma: il teatro, le terme, il foro, l’acquedotto, il sistema viario, le strade, i ponti, tutto faceva avvertire la presenza romana in città.

Ma cosa resta oggi dell’antica Vicetia?

La Vicenza romana oggi è in buona parte invisibile o sommersa da altri edifici costruiti nei secoli successivi, ma un itinerario sulle tracce della romanità è comunque interessante e va assolutamente messo in programma durante il vostro soggiorno a Vicenza.

VICENZA ROMANA: COSA VEDERE IN UN GIORNO

L’itinerario si presta soprattutto per gli alunni della classe quinta della scuola primaria, ma ho notato che sempre più spesso sono gli adulti a chiedere di ripercorrere le vicende della storia più antica della città e, naturalmente, la cosa mi fa molto piacere.

Pianta di Vicenza romana

Pianta Vicenza romana

Nel nostro itinerario ci serviremo di una pianta della vicenza romana, attraverso la quale sarà più facile ricostruire visivamente la disposizione degli edifici, delle mura e delle strade.

Quello che amo fare è entrare nella vita delle persone vissute molti secoli fa, quindi andremo a ricostruire il sistema di credenze e valori a cui faceva riferimento un vicentino romano dell’antichità, aiutandoci anche con la vita di due vicentini illustri diventati poi personaggi di spicco a Roma.

Anfore di epoca romana rinvenute a Vicenza

Anfore di epoca romana rinvenute a Vicenza

 

Ecco nel dettaglio cosa vedremo:

  • il criptoportico romano;

  • area archeologica della Cattedrale (previa verifica della disponibilità);

  • Museo Archeologico con i suoi mosaici, sculture e il lapidario del chiostro.

Lapide tombale conservata al Museo Archeologico di Vicenza

Lapide tombale conservata al Museo Archeologico di Vicenza

La visita prosegue in esterno individuando gli edifici chiave dell’architettura romana, oggi in buona parte perduti o inglobati in costruzioni successive.

L’itinerario è adatto a tutti e si può svolgere in qualsiasi periodo dell’anno. Quindi ricordate: Vicenza non è solo Palladio quindi, quando pianificate il viaggio, mettete in conto una giornata in più per scoprire l’anima più antica e nascosta della città.

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