3 luoghi comuni da sfatare sul Medioevo

 

Uno dei più classici luoghi comuni sul Medioevo: si pensava che la Terra fosse piatta. Foto dal web
Uno dei più classici luoghi comuni sul Medioevo: si pensava che la Terra fosse piatta. Foto dal web

La nostra concezione del medioevo è frutto di quello che abbiamo appreso sui banchi di scuola.

Per anni ci hanno costretto a ripetere che l’età di mezzo è stato il periodo più buio della storia, dominato da ogni sorta di guerre, violenze, epidemie che hanno falcidiato la popolazione mondiale.

Ma veramente il medioevo si può liquidare come mille lunghi anni di orrori e paure?

In realtà non è proprio così, anche se questa convinzione è ancora molto radicata e difficile da estirpare.

Vediamo quindi di capire quali sono i principali luoghi comuni che ci portiamo dietro dai tempi della scuola e di provarne la falsità una volta per tutte.

Pronti? Via! 🙂

1. Il Medioevo e la terra piatta

Ottone I in una miniatura dell'XI secolo. L'imperatore regge nella mano sinistra un globo terrestre. Era quindi opinione diffusa che la Terra fosse sferica e non piatta. Foto dal web
Ottone I in una miniatura dell’XI secolo. L’imperatore regge nella mano sinistra un globo terrestre. Era quindi opinione diffusa che la Terra fosse sferica e non piatta. Foto dal web

Partiamo con la più classica delle convinzioni, rafforzata (ahimè) negli anni dal cinema e dalla televisione.

Ma veramente l’uomo medievale era convinto che la Terra fosse piatta?

Innanzitutto chiariamo a quale tipologia di uomo ci riferiamo, perché mentre il contadino analfabeta semplicemente non si poneva il problema, è documentato invece come gli studiosi e uomini colti del tempo sapessero benissimo che la Terra era rotonda.

Non ci credete? Volete le prove? Eccovi accontentati.

Già nel III secolo a. C. il matematico greco Eratostene di Cirene arrivò a calcolare la circonferenza della Terra in 40,500 Km contro i 40.075 Km reali. Incredibilmente, arrivò vicinissimo alla misura esatta del pianeta utilizzando, come si diceva all’epoca, esperienza e ragione.

Il metodo utilizzato da Eratostene è tanto semplice quanto geniale.

Prese come riferimento le città egizie di Siene e di Alessandria d’Egitto, distanti tra loro 5000 stadi, ovvero circa 788 km.

Il matematico aveva notato che, nel giorno del solstizio d’estate alle ore 12, il sole si specchiava nei pozzi di Siene, quindi era perfettamente perpendicolare alla Terra in quel punto. La stessa cosa non succedeva ad Alessandria, dove il sole non si rifletteva completamente nei pozzi ma usciva leggermente dalla loro circonferenza.

Illustrazione del ragionamento che portò Eratostene di Cirene a calcolare la circonferenza della Terra. Foto del gruppo astrofili Galileo Galilei
Illustrazione del ragionamento che portò Eratostene di Cirene a calcolare la circonferenza della Terra. Foto del gruppo astrofili Galileo Galilei

Decise quindi di misurare la differenza della curvatura dei raggi solari rispetto alla perpendicolare, rilevandola tramite un bastone piantato a terra. Stimò una differenza di 7° tra Siene ed Alessandria, quindi calcolò la circonferenza della Terra con una semplice proporzione:

7°: 360°= 5000 (stadi): x

x= 360° * 5000/ 7°

cioè x= 257.142,86 stadi, che corrispondono a 40.500 Km.

Ecco come Eratostene, nel III secolo a. C. calcolò la circonferenza della Terra servendosi solo di un pozzo, un bastone e della luce del sole.

Geniale, no?

Ma Eratostene non fu una voce isolata. Ecco cosa sosteneva un altro greco famosissimo, il filosofo Aristotele:

Dicono i marinai che le costellazioni cambiano, questo è possibile solo se la Terra è sferica

Lo stesso Tolomeo, il più grande geografo dell’antichità, scrisse:

Quando sei su una nave che si avvicina alla riva, prima vedi la punta della montagna, poi la base. Questo perché la superficie del mare è curva

E ancora, nell’VIII secolo d.C. un monaco inglese scrisse:

La Terra è rotonda non nel senso di uno scudo, ma piuttosto di una palla

Nel XIII secolo il monaco inglese Giovanni di Sacrobosco scrisse in latino il più importante trattato sulla forma della Terra, il De sfera, adottato come libro di testo nelle università medievali.

Ma allora, quando nasce l’equivoco? E perché?

Il primo corto circuito si verificò con la diffusione della Bibbia, un’opera scritta da persone che non avevano una mentalità e formazione scientifica come quella dei greci o degli egizi.

Prendendo le Sacre Scritture come riferimento di una verità assoluta, si crearono i primi equivoci. Uno dei passi incriminati è tratto dall’Apocalisse (7;1), dove si dice: 

Dopo queste cose vidi quattro Angeli, in piedi ai quattro angoli della Terra

Proprio il fatto che la Terra avesse degli angoli, escludeva il fatto che potesse essere sferica.

Ecco quindi che i primi cristiani, prendendo alla lettera le parole della Bibbia, si convinsero che la Terra fosse piatta. Oltretutto disprezzavano profondamente la civiltà antica e soprattutto i greci, dal momento che erano così ingenui da adorare falsi dei pagani.

Tuttavia, l’equivoco durò poco, dal momento che queste ipotesi erano a dir poco imbarazzanti.

Lo stesso S. Agostino affermò:

Io ho letto la Bibbia, non c’è niente di preciso sulla forma della Terra e dal punto di vista della salvezza non interessa ai cristiani

In De genesi ad litteram S. Agostino si spinse oltre, affermando che quelle raccontate dalla Bibbia sono metafore, quindi da prendere con le dovute precauzioni.

Arriviamo ai grandi viaggi di esplorazione del XV secolo. Naturalmente anche a quei tempi la gente sapeva benissimo che la Terra era rotonda. Eppure ancora si tende a raccontare che fu Cristoforo Colombo il primo a fugare le tenebre del medioevo e a far comprendere questa grande verità grazie alla scoperta dell’America.

Cristoforo Colombo davanti al consiglio di Salamanca (1843). Foto dal web
Cristoforo Colombo davanti al consiglio di Salamanca (1843). Foto dal web

Le cose non stanno esattamente così.

Stavolta il colpevole è uno scrittore americano, Washington Irving, che nel XIX secolo scrisse un libro dal titolo “Vita e viaggi di Cristoforo Colombo”. Preso dalla foga di dipingere Colombo come l’eroe che combatté contro l’ignoranza, Irving travisò completamente la vicenda, senza preoccuparsi troppo di documentarsi e verificare le fonti storiche.

Il suo libro divenne un best seller, tanto che l’immagine di Colombo che discute con gli studiosi di Salamanca si trova anche scolpita nelle porte del Campidoglio.

Questo topos si radicò per sempre e ancora oggi stenta ad essere rimosso.

2. Colombo scoprì l’America

Procediamo con il nostro elenco di luoghi comuni. Un’altra verità assoluta che ci viene ripetuta da anni è che Cristoforo Colombo scoprì l’America.

Giuro che non ce l’ho con Colombo, ma siamo proprio sicuri che lo scaltro genovese sia stato il primo europeo ad approdare sul continente americano?

O forse è stato solo il più bravo a pubblicizzare e a far conoscere la sua impresa?

Si sa per certo che, già nel XIV secolo, diverse imbarcazioni approdarono in nord America, tra queste anche la nave veneziana dei fratelli Zen.

E anche in questo caso, la loro storia venne modificata dalla storiografia ottocentesca. Strana coincidenza, non vi pare?

Ad ogni modo, se volete saperne di più sull’incredibile vicenda dei fratelli veneziani, cliccate qui

3. Il medioevo è stata un’epoca buia

Arriviamo all’ultimo dei nostri luoghi comuni.

La frase ormai è usata come un mantra in varie situazioni nel linguaggio parlato o in quello giornalistico. Alcuni di noi, per riferirsi a periodi difficili della propria vita usano l’espressione “é stato il mio medioevo” oppure, ancora più diffusa è la consuetudine di richiamarsi al medioevo per bollare usanze considerate da noi “moderni” estremamente barbare ed incivili.

Ma poniamoci una domanda: come si percepivano gli uomini del medioevo? Pensavano veramente di vivere in un’epoca buia?

Decisamente no.

Intanto l’etichetta “medioevo” è stata data a posteriori dagli storici per indicare l’età di mezzo tra la fine della storia antica (476 d.C., caduta dell’Impero romano d’Occidente) e l’età moderna, che per convenzione si fa coincidere con la scoperta dell’America (1492).

In realtà gli uomini del medioevo si consideravano i moderni, proprio come noi. Quindi vivevano la loro epoca come un momento di rinascita dopo la fine dell’età antica.

Oltretutto, a partire dall’anno mille, l’Europa visse anni di grande fermento culturale che si tradussero in una serie di importanti invenzioni e scoperte.

La prima rappresentazione di un uomo che indossa gli occhiali si trova nella Sala del Capitolo del convento domenicano di S. Nicolò a Treviso e fu dipinta nel XIII secolo. Foto dal web
La prima rappresentazione di un uomo che indossa gli occhiali si trova nella Sala del Capitolo del convento domenicano di S. Nicolò a Treviso e fu dipinta nel XIII secolo. Foto dal web

Eccone alcune:

– il bottone

– gli occhiali

– la forchetta

– i numeri arabi (compreso lo zero) e l’algebra

– la lingua italiana (Dante Alighieri)

– le banche e la partita doppia

– la bussola

– l’orologio meccanico

– la stampa

– le università (Bologna e Padova per l’Italia)

Ne conoscete altre? Scrivetelo nei commenti.

Se invece vi interessa conoscere il lato medievale di Vicenza, ho preparato due itinerari che potrebbero fare al caso vostro. Il primo riguarda da vicino il nostro Dante Alighieri, mentre il secondo racconta la Vicenza medievale attraverso la voce dei cronisti dell’epoca.

Non vi resta che scegliere quello che fa per voi e contattarmi 🙂

3 Commenti. Nuovo commento

  • Grazie ancora x le tue ricerche sempre originali nel contenuto forma e curiosità inedite A me personalmente il medioevo ha sepre affascinato anche se penso che x 1donna nn fosse facile esprimere le proprie idee Per questo sono contenta essere nata in questa epoca C’era comunque qualcosa di magico in quel periodo Grazie ancora x le tue. appassionate ricerche Brava!

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  • Claudio Frigerio
    Luglio 16, 2022 8:17 am

    Un altro luogo comune che ho visto anche Lei ha nelle Sue corde è che i numeri siano stati inventati dagli arabi. In realtà si tratta di una innovazione che trova origine in India e che gli arabi hanno assunto

    Rispondi

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